C
ari Pendolari,
l’incontro tenutosi in Commissione Provinciale Trasporti si è tradotto con un ennesimo NULLA DI FATTO! La preoccupante “nebulosa” che copre a tutt’oggi la questione tagli, fa sì che l’assessore provinciale non si sbilanci sulle modalità operative che intende adottare per far fronte a questa clamorosa e preannunciata debacle dei servizi di trasporto pubblico. Cmq ecco qui il resoconto. Non molliamo!
COMMISSIONE PROVINCIALE TRASPORTI IN DATA 12 OTTOBRE 2010
I PUNTI DISCUSSI:
1) TAGLI AI TRASPORTI – L’Assessore Provinciale ai Trasporti Romano Gandini ha effettuato un resoconto dei suoi recenti incontri con l’Assessore Regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, che si è discostato di pochissimo da quanto anticipatoci alla scorsa riunione della Commissione Trasporti.
Il primo incontro interlocutorio con Cattaneo risale al 30 luglio scorso, il 10 agosto l’Assessore Cattaneo ha inviato agli assessori provinciali ai trasporti un’informativa in cui richiedeva i dati sul monitoraggio dei servizi di trasporto via pullman sul territorio ed ha proposto di sopperire al problema dei tagli (una vera debacle: previsti in Euro 297 milioni di cui Euro 100 milioni in meno ai trasporti via pullman ed il resto in meno alla rete ferroviaria), mediante due soluzioni:
- riduzione delle corse relative a percorsi c.d. “tortuosi” (tradotto: ridurre o eliminare i collegamenti fra le frazioni situate in zone impervie del territorio e quindi, già per collocazione, meno dotati di servizi rispetto agli altri); oppure
- eliminare i tratti sovrapposti fra la rete pullman e quella ferroviaria.
A questa informativa, l’Assessore Gandini ha dichiarato la non percorribilità di entrambe le soluzioni proposte da Cattaneo per la riduzione del servizio, una proposta inattuabile che comporterebbe per le aziende un inconcepibile riduzione di dipendenti del 10%. Peraltro, riteniamo aberrante che l’Assessore Regionale ai Trasporti Cattaneo venga definito “sensibile ai problemi della mobilità pendolare quando propone soluzioni estremamente penalizzanti per il servizio di trasporto pubblico, come quelle sopra indicate!
Entrambe le opzioni – aggiungiamo noi – sono impraticabili poiché, come evidente, comporterebbero una privazione (se non addirittura INTERRUZIONE) di servizio pubblico essenziale sul territorio e taglierebbero fuori una grossa fetta di popolazione che risiede in zone logisticamente isolate. Comportando una ingiustificata penalizzazione per l’utenza.
Prendiamo atto che l’Assessore Cattaneo non ha dato seguito alla risposta dell’Assessore Gandini, come da quest’ultimo dichiarato. La discussione sarà rinviata ad un ennesimo incontro degli Assessori Provinciali con Cattaneo, fissato per il 14 ottobre p.v. in cui – a detta di Gandini – sarà effettuato il punto della situazione, poiché allo stato l’Assessore Cattaneo non è ancora stato in grado di quantificare l’entità dei tagli effettivi ed in attesa che il Presidente della Reg. Lombardia, Formigoni, stabilisca se è possibile spalmare una parte dei tagli previsti nel settore trasporti presso altri assessorati, con buona pace per gli altri assessorati.
La nostra impressione è che occorra effettuare da parte dell’amministrazione provinciale, nell’immediato, un’urgente programmazione delle modalità di azione: verificare quali siano le priorità da salvaguardare e studiare nello specifico quali misure peggiorative adottare che possano incidere il meno possibile sul servizio di trasporto all’utenza pendolare. Ciò alla luce del fatto che dei cospicui tagli ci saranno comunque.
Allo stato l’Assessore Gandini ha dichiarato di non aver ancora programmato gli interventi poiché attende di conoscere specificamente l’entità dei tagli.
2) VICENDA SILA:
Abbiamo chiesto conto all’Assessore Gandini di quanto emerso dai recenti articoli sui quotidiani locali sulle vicende della SILA e l’Assessore:
- ha confermato che per SILA è prevista una procedura fallimentare, a seguito della dichiarazione di stato di crisi di operativa da parte di SILA in data 29 settembre scorso;
- è stata emessa una delibera provinciale che stabilisce che la Provincia di Pavia si farà carico di pagare il gasolio necessario agli automezzi SILA fino a procedura fallimentare. La spesa prevista è di Euro 7.000 al giorno (prelevata direttamente dalle tasche di noi cittadini, ovviamente!) e viene stanziata a tutela degli 11.500 pendolari pavesi a garanzia della continuità del servizio. Si è stabilito anche un piano per il recupero dei costi mediante:
- compensazione con la rata di ottobre del contratto di servizio che sarebbe stata a carico della Provincia di Pavia e che da essa non verrà pagata, ma messa appunto “a compensazione”;
- fidejussione: la Provincia ha una fidejussione con SILA con RAS Assicurazioni per l’importo di Euro 1.700.000
Abbiamo domandato all’Assessore Gandini perché SILA è fallita. Ci ha risposto che ciò è accaduto poiché il servizio pubblico in generale è in passivo e che, probabilmente, l’origine del dissesto è stato il debito di SGEA acquisito da SILA, sul quale SILA ha pagato il 15% di interessi passivi sul fatturato.
Abbiamo chiesto anche chi si occuperà, a questo punto, di effettuare la normale manutenzione degli automezzi SILA (il cui parco comprende mezzi dai 10 ai 24 anni! Questi ultimi costituiscono il grosso del parco automezzi di SILA in concessione dalla Provincia di Milano). L’assessore ha risposto che verrà garantita la regolare manutenzione dei mezzi gestiti dal contratto di servizio con la Provincia di Pavia, ma non garantisce per quelli in concessione dalla Provincia di Milano. Dichiara tuttavia di aver da poco incontrato l’Assessore Provinciale ai Trasporti della Provincia di Milano, De Nicola, e di aver avuto rassicurazioni da lui sul fatto che dal 27/12/2010 anche nell’area di competenza milanese, verrà stipulato il contratto di servizio che prevederà un rinnovo completo del parco automezzi. Apriamo le braccia a questo punto in quanto non è dato sapere quale azienda rileverà la gestione della rete affidata attualmente a SILA.
3) SEGNALAZIONI SPECIFICHE DEI PENDOLARI:
Abbiamo fatto presente problemi comuni all’intera rete via pullman:
- carenza dei servizi informativi;
- corse sovraffollate;
- tabelle orari alle fermate poco chiare
- assenza di pensiline
- sporcizia sui mezzi
- scortesia e discrezionalità degli autisti, nell’area lomellina, nel decidere se far salire o meno i pendolari, in assenza di posti a sedere
- problema dell’integrazione tariffaria;
Tranne che per il problema delle pensiline, per il quale il Gandini ci ha rinviato ai rispettivi Comuni, per competenza, in tutti gli altri casi abbiamo avuto generiche rassicurazioni di intervento. Rassicurazioni che, per la verità, riceviamo da un anno senza però aver ottenuto risultati visibili.
4) PENDOLARI LOMELLINA:
Presente Elisa Franchi, rappresentante del Comitato Pendolari Pullman Lomellina aderente al nostro Coordinamento ha portato le seguenti istanze:
- richiesta di POSTICIPO di 1 CORSA ARFEA da Sale (Garlasco da ore 7,04 a 7,15/7,20) per sgravare la STAV 7,39 passaggio Gropello. Non si ricordavano neanche più che l’esito del sondaggio all’utenza era favorevole al posticipo della corsa. A proposito, Elisa ha ribadito che:
- Hanno speso tempo e risorse per un posticipo di 10/15 minuti, quando, di norma, le aziende di trasporto e/o l’Ufficio Reti & Sistemi, informano l’utenza a modifiche avvenute
- Hanno voluto sperimentare l’arrivo a Garlasco dei 3 pullman alla stessa ora quando di fatto ciò avveniva da sempre, anziché sperimentare per un mese il posticipo di una corsa ARFEA
- hanno cassato la richiesta nonostante abbiano la consapevolezza che molti tra coloro che hanno risposto negativamente non hanno nessun motivo logistico particolare (vedi utenti da Dorno e Sannazzaro)
E’ STATA CHIESTA UNA SPERIMENTAZIONE DI UN MESE facendo presente che:
- da Sale c’è un altro pullman scolastico dieci munti dopo che sembra terminare a Dorno e che comunque arriva 5 minuti dopo le coincidenze per Milano e Pavia.
- E’ STATO CHIESTO DI VERIFICARE LA FATTIBILITA’ DI CREARE UNA COINCIDENZA CON PAVIA E MILANO
- POSTI IN PIEDI: l’Assessore ha negato di aver inviato a giugno alle aziende l’allegato relativo alla gestione dell’accesso degli utenti in piedi sulle tratte autostradali, ribadendo che in seguito alle dichiarazioni dell’assessore Gandini del 1 ottobre scorso, la situazione sembrava si fosse normalizzata.
Ora sono venuti a conoscenza dell’affissione del cartello, su iniziativa personale dell’autista che pare abbia chiesto ragguagli alla polizia stradale, che cita il divieto di trasportare le persone in piedi pena ammenda e ritiro patente. Ciò detto, la Provincia si dice incapace di agire con soluzioni risolutive.
- SOLLECITATO MIGLIORIA TABELLE ORARI ARFEA, dove non sono chiare le fermate.