Gentili Signori,
siamo davvero al limite della sopportazione. Questo mese di novembre per i pendolari della Voghera-Pavia-Milano e della Stradella-Pv-Milano è stato un mese di TOTALE DISSERVIZI.
Violati completamente gli standards di affidabilità del servizio, siamo stati trattati come carne da macello, senza un briciolo di rispetto e la nostra pazienza è degna di quella di un martire che attende implacabile la propria fine.
Non facciamo in tempo ad elaborare il lutto per il guasto all’impianto di circolazione treni presso la stazione di Pavia avvenuto soltanto il giorno prima che ci troviamo costretti, ieri, 29 novembre 2011, cioè il GIORNO SUCCESSIVO (con cadenza, vi facciamo notare, QUOTIDIANA) un’altra assurda VIA CRUCIS.
Sì, perché LETTERALMENTE di questo si tratta.
Quando è partito da Rogoredo, alle 18.23 il treno diretto a Stradella 10893, tutto sembrava ancora nella normalità. Parte regolarmente alle 18.38 da Milano Rogoredo, anche il successivo treno 2195 diretto a Genova Brignole e continua regolarmente la sua corsa, superando la stazione di Certosa, ed arrivando alle soglie di Pavia (ore 18.55 ca.) in perfetto orario, quando… improvvisamente SI FERMA. In mezzo alla campagna, i finestrini appannati dalla nebbia e piombati, la gente STIPATA sul treno come anime deportate in attesa di capire cosa stesse succedendo.
Rimaniamo tutti lì in attesa per circa 20min, quando vediamo farsi largo nella folla di pendolari, il capotreno che annuncia vago: “Pare che ci sia un guasto al treno che ci precede”. Si trattava del treno 10893 diretto a Stradella, ma questo lo abbiamo scoperto noi dopo, perché il capotreno non è stato in grado di darci ulteriori notizie: tempi di attesa? nulla. Entità del disagio? nulla. Non possiamo far altro che aspettare. Passa 1 ora.
Passa la prima ORA di attesa!!!!!!!!!!!!!!!!!
Noi pendolari in piedi, cominciamo a scalpitare. Gli interfoni all’interno delle carrozze non emettono alcun suono. Morti. Il capotreno è stato fagocitato chissà dove. Lo abbiamo visto passare, non lo abbiamo più visto tornare indietro. Intanto, ci affiancano alcuni treni Intercity. I pendolari dai finestrini ci guardano impotenti, sconsolati, pensando “stavolta noi l’abbiamo scampata”. La faccia solidale, gli occhi che comprendono ciò che stiamo passando.
L’aria comincia a mancare: siamo tanti, troppi su quelle carrozze. Cerchiamo di far entrare uno spiraglio d’aria dai finestrini. Non si riesce, sono piombati. Qualcuno si fa largo verso la toilette, ma torna subito dopo sconsolato. Non si può andare in bagno, è inagibile. Manca il water!!!
Questa tortura umana degna di una battaglia di Amnesty International ha la durata infinita di 1 ORA E MEZZA. Dalle 18.55 alle 20.30, finalmente il treno si rimette in moto, e in una manciata di minuti riusciamo ad arrivare alla stazione di Pavia.
Ecco alcune testimonianze arrivateci in diretta:
Oggetto: Treno 10893 bloccato in linea (29/11/11 ore 19.03)
Volevo segnalarvi che il reg. 10893 per Stradella e’ bloccato tra Certosa e Pavia, dopo una brusca frenata, è la 6 volta che salta l’elettricita’ e abbiamo gia’ un quarto d’ora di ritardo.
Oggetto: Treno 10893 bloccato in linea (29/11/11 ore 23.03)
In realtà il ritardo è poi diventato di 95 minuti. Dopo numerosi tentativi di ripartenza, la motrice (in coda al treno) creava cortocircuiti con la linea aerea, e ai passeggeri dell’ultima vettura è stato chiesto di spostarsi avanti. Dopo che diversi treni ci hanno superato sulla destra, tra cui il 10895, l’ultimo treno per Stradella, siamo finalmente stati “soccorsi” e trainati fino alla stazione di Pavia, dove il treno ha interrotto la corsa, e dove, dopo altri 20 minuti sono arrivati i bus sostitutivi. Nessun annuncio nella stazione di Pavia, che annunciava i bus sostitutivi sul piazzale, solo un annuncio che annunciava fermate straordinarie del treno per Asti nelle stazioni di S.Martino-Cava e Bressana Bottarone, richiesta fatta dai viaggiatori (per la cronaca completa: è stato annunciato come sostituzione del 10897, che non esiste!!!!!!).
Altra segnalazione relativa al caso di ieri 29/11/11:
Sono indignata, disgustata e nauseata…ed educata per cui non vado oltre! Da oltre un mese tutti i giorni della settimana, a volte sia la mattina che la sera, dobbiamo subire dei ritardi allucinanti grazie al vostro disservizio scandaloso. Avevo rinunciato a fare reclami perché non servono a niente. Ieri sera siamo stati 1 ora e 45min fermi, senza che nessuno ci dicesse niente, stipati e schiacciati come le bestie, in piedi, con gente che rischiava di svenire sul Milano-Genova delle 18.25 da MI Centrale.
E sta diventando quasi la normalità, esco alle 17.30 e non so se e quando arriverò a casa e la mattina sono disperata non so più che treno prendere per arrivare in orario in ufficio. Vorrei che questo messaggio fosse dato a chi di competenza, perché a tutto c’è un limite ma che io debba anche pagare per impiegare 4 ore da Milano a Voghera su un carro-bestiame è disgustono. Per questo da gennaio viaggerò senza abbonamento. Chiedo riscontro a questo reclamo prima possibile, che verrà inviato in copia al mio Comitato.
Rendiamo noto che queste segnalazioni sono tutte FIRMATE e ne abbiamo estrapolato alcune che reputiamo particolarmente esemplificative.
A questo punto, rinnoviamo la nostra richiesta urgente all’Assessore Regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, affinchè autorizzi l’erogazione di un BONUS STRAORDINARIO DEL 20% a pannaggio dei pendolari della linea ferroviaria VOGHERA-PV-MILANO che NON si vedono MAI indennizzati al pari dei colleghi delle altre tratte lombarde. Reputiamo che, nel mese di novembre, siano stati ampiamente sforati gli standards di affidabilità del trasporto su questa linea e onde evitare che gli animi, già esasperati, possano esacerbarsi oltre il dovuto, vi preghiamo di voler autorizzare un bonus che funga da indennizzo almeno parziale degli enormi sacrifici e disagi subiti.
Qualcuno di voi sa cosa vuol dire stare un’ora e mezza in piedi in una carrozza sovraffollata con l’impossibilità di muoversi, di aprire i finestrini e di andare in bagno poiché i servizi igienici sono inagibili?
Ecco, se qualcuno di voi sa cosa vuol dire, si metta una mano sulla coscienza visto che siamo esseri umani e non carne da macello, vi preghiamo di voler immediatamente intervenire a risarcire questo danno alla salute mentale e fisica degli utenti e a penalizzare l’azienda trasporti che è responsabile di questi continui conclamati disservizi.
Cordiali saluti.
Iolanda Nanni - portavoce del Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi