Problema sicurezza nelle stazioni

Abbiamo inoltrato a Trenitalia ed alle Istituzioni (Provincia, Comune di Pavia e Regione Lombardia) un reclamo relativamente all”aggressione subita da una giovane donna alla stazione di Pavia di Porta Garibaldi situata sulla Pavia-Codogno, una struttura coperta in condizioni penose dove ci si può sedere.
Da tempo denunciamo, anche a livello locale (provincia di Pavia), la scarsa attenzione riservata al problema della sicurezza nelle stazioni. Mentre si potenziano i controlli mediante telecamere di sicurezza nel centro delle città, nulla si fa per le zone adiacenti alle stazioni. Più volte, infatti, abbiamo richiesto anche all’Assessore alla mobilità Bobbio Pallavicini di dotare il piazzale stazione di Pavia di almeno una telecamera di sicurezza e di maggiori controlli all’interno di quelle stazioni (presidiate e non) che, specialmente (ma non solo) durante le fasce notturne, sono soggette al bivacco di persone di dubbia moralità e le cui intenzioni possono spesso, complice l’assenza di controlli, sfociare in aggressioni e violenze a danno dei cittadini, nonchè furti e rapine.
Da anni a questa parte, infatti, molte stazioni ed adiacenti piazzali, si sono trasformate in luoghi in cui, soprattutto le donne, possono essere vittime e facili prede di molestie e violenze. Alla luce di quanto di recente accaduto presso la Stazione di Porta Garibaldi, vi preghiamo (Istituzioni regionali, provinciali e comunali qui in copia, nonchè responsabili di Trenitalia) di prendere provvedimenti affinchè questi deprecabili fatti non debbano più avvenire.
Chiediamo un riscontro urgente all’Assessore comunale alla mobilità Bobbio Pallavicini sul posizionamento di telecamere di sicurezza sul piazzale stazione e maggiori controlli all’interno della stessa, chiediamo alla Provincia di Pavia, nella persona dell’Assessore ai trasporti Gandini, di convocare al più presto un tavolo con la Regione Lombardia sul trasporto ferroviario e lo stato delle stazioni locali, deliberato con mozione votata all’unanimità (DELIBERAZIONE N. 20 – PROT. 4684), della quale convocazione – a oggi e trascorsi già oltre 3 mesi dall’approvazione della delibera – non abbiamo avuto più alcuna notizia. Noi non dimentichiamo e non molliamo!

Cordiali saluti.
Iolanda Nanni
Coordinamento Provinciale Pendolari Pavesi
www.coordinamentopendolari.it

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“Perdono le persone che mi hanno picchiata, stanno peggio di me”

Parla la diciassettenne aggredita alla stazione di Porta Garibaldi. I due volevano anche violentarla. È stata salvata dalle sue urla
di Adriano Agatti

PAVIA.«Perdono i miei aggressori, forse avevano bisogno di soldi. Stanno sicuramente peggio di me». Sono parole di Monica – il nome è inventato per evitare che venga riconosciuta – la ragazza di 17 anni che è stata picchiata e rapinata in viale Sardegna e ha anche subìto un tentativo di stupro. Parla dalla sua stanza del Reparto di traumatologia del San Matteo. Attorno a lei ci sono la sorella, i genitori e un cugino. Sono momenti speciali: la stanno infatti per dimettere.

La ragazza ha ancora qualche dolorino in tutto il corpo ma adesso può ritornare a casa, soo passati due giorni dalla terribile avventura di domenica notte. Monica è una ragazzina dal carattere forte e deciso. Sembra abbia assorbito nel migliore dei modi l’inevitabile contraccolpo psicologico causato dalla brutale aggressione.

«Se mi volevano violentare? – continua – direi proprio di sì. Un’i dea se la erano fatta, ne sono sicura. Mi hanno picchiata per farmi tacere e poi approfittare di me indisturbati. Ma non hanno fatto i conti con il mio carattere. Sapevo che se avessi smesso di urlare sarebbe stata la fine. Cosa dicevo? Di tutto, proprio di tutto. Mi colpivano al volto per farmi svenire. Sono stati minuti terribili. Il momento più brutto è stato quando quello più anziano mi ha trascinata sui binari e ha iniziato a colpirmi. Pensavo di non uscire viva da quella situazione. Ero disperata perchè, dopo la prima aggressione in viale Sardegna, mi stavano portando in una zona più isolata da dove era iniziata l’aggressione. Per fortuna hanno sentito le urla dei residenti e sono fuggiti».

Il tentativo di volenza sessuale resta tra le ipotesi. Uno degli aggressori, il più giovane, avrebbe anche alzato il vestito della ragazzina. Ma restano numerosi dubbi. Perchè tanta violenza nei confronti di una ragazza a cui era stata già presa la borsetta con il denaro? Una domanda che, per il momento, non ha risposte.

«Posso confermare – continua il racconto di Monica – cha non avevo mai visto quei due. Nemmeno il più giovane che avrà avuto 18 anni. Entrambi avevano la carnagione scura ma non erano cittadini centrafricani come, ad esempio, i senegalesi. Sembravano più nordafricani come marocchini o tunisini. Ma non posso nemmeno escludere completamente che fossero italiani dalla carnagione molto scura. Loro parlavano in un italiano corretto anche tra loro».

Monica ricorda ancora quei terribile momenti ma, per fortuna, lo fa in modo quasi distaccato.

«Desidero solo dimenticare – conclude – non so se sia stata una vendetta oppure se volevano il denaro. Posso dire che non ho nemici. Ho 17 anni come potrei averne? Spasimanti respinti? No, almeno che me ne sia resa conto. Forse sono passata nel posto sbagliato nel momento sbagliato».

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