28 luglio 2010: altra data micidiale per la Milano-Mortara

Un’altra giornata da dimenticare per i pendolari della Milano-Mortara. Un’altra giornata in cui il rientro a casa diventa una chimera a causa dei disservizi di Trenitalia/TLN/RFI che, ancora una volta, a fronte di un guasto alla linea elettrica, non sopperiscono con informazione puntuale e trasparente sui monitor e mediante altoparlanti ed indicazione tempestiva di mezzi sostitutivi per consentire il trasporto in tempi ottimizzati dei pendolari della linea diretti – di rientro dal lavoro – alle loro città di destinazione.

Dalle ore 17.20 alle ore 19.00 la linea elettrica si e’ guastata (probabilmente fra S.Cristoforo e P.ta Genova, non ci è dato sapere con certezza!). I monitor si sono spenti e gli altoparlanti continuavano a ripetere avvisi “non correlati alla situazione”, finche’ il sistema automatico degli altoparlanti e’ stato del tutto disattivato. Nel mentre, personale TLN/RFI ha parlato  “in via ufficiosa” del guasto alla linea elettrica, per la cui riparazione “…ci potrebbero volere anche 6 ore…” oltre al tempo per reperire gli operai. Questo accadeva mentre molti pendolari di Vigevano si dirigevano di corsa a Famagosta M2 per sperare di prendere l’autobus STAV, quelli di Abbiategrasso a Romolo M2 per il bus ATM  e gli altoparlanti consigliavano i mortaresi di prendere il treno in partenza da Centrale per Novara delle 18.46.
Improvvisamente, verso le 18.45, gli altoparlanti avvisavano che sarebbe partito il treno delle 17.40 in ritardo di oltre 1 ora. Dopo avere avuto la conferma dal capostazione e da altro personale di TLN/RFI i pendolari lasciavano la stazione di Milano alle 19 circa (!!!), per arrivare a Vigevano alle 19.40. Il tempo necessario per partire da Milano ed arrivare a Roma con l’Alta Velocità!

I monitor e gli autoparlanti erano ‘impazziti’ perchè (come ci ha spiegato un’addetta FS) sono uno strumenti automatizzati e finchè non vengono sbloccati manualmente, continuano a dare indicazioni errate, tra cui – inizialmente – le soppressioni dei treni a catena. Chi deve occuparsi dei sistemi informativi in caso di emergenza dov’era? Inoltre, ci hanno spiegato che preferivano, per un discorso di logistica, far partire i treni con 80 e più minuti di ritardo piuttosto che dichiararli soppressi, cosa che evidentemente avrebbe riservato all’azienda di trasporti delle penali ben più maggiori?
Siamo indignati dalla vergognosa gestione di queste emergenze che ogni volta causano danni non risarciti a tutti i pendolari. Chiediamo servizi informativi efficienti ed immediati per consentire a noi tutti di poterci organizzare il rientro a casa con mezzi alternativi e chiediamo alla Regione che, in questi casi, si attivino dei bonus a risarcimento dei danni subiti dai pendolari per il rientro a casa tardivo ed in condizioni di assoluta precarietà.

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